Chiesa dei poveri


La nostra Chiesa povera, fatta di umiltà e di semplicità, nell’esempio luminoso di Francesco di Assisi , accanto ai poveri e agli ultimi, lontano dalla ricchezza, dal potere e dalle celebrazioni . Una chiesa viva fatta di lavoro, di amicizia e di solidarietà. Con Gesù e con padre Rovo abbiamo camminato e camminiamo nelle piccole processioni di speranza Cristiana in cui ci teniamo per mano e regaliamo il nostro Pane ai viandanti senza chiedere chi sono e senza volere niente in cambio.

Questo spazio è di tutti, ti aspettiamo, ti cerchiamo da sempre senza conoscerti, prega con noi, costruiamo una povera preghiera sulla strada, accanto alla disperazione, accanto all’ egoismo, accanto all’ indifferenza, accanto alla superficialità, una povera preghiera cristiana fatta di impegno, di generosità, di semplicità, di uguaglianza e di fratellanza. Costruiamola creando sopravvivenza, mendicando, producendo al di fuori e contro i meccanismi dell’ accumulazione e del profitto esasperato, donando a chi ha meno di noi, seguendo i passi di Gesù. Costruiamo una Messa che non finisce mai, che vive in ogni azione della nostra vita, che non rimane chiusa in un luogo di culto, che non celebra ma che si ripete nella nostra vita, nelle nostre strade e che costruisce una comunità fatta di incontro, di dialogo, di accoglienza, di integrazione, di solidarietà, di uguaglianza e di fratellanza. Vieni con noi nei laboratori produttivi, nel volontariato, nella preghierAzione.

Ogni domenica, col sole , con la pioggia, o col vento,  alle ore 1240, un soldato di Dio sarà nella chiesa dei poveri con padre Max a leggere la preghiera del mendicante, a gridare il Padre Nostro insieme a un falco per non perdere la Fede, a distribuire il ricavato delle donazioni che derivano dai nostri prodotti, dalla nostra preghierazione ai poveri, agli emarginati, agli abbandonati che cercano di sopravvivere accanto a noi  fino al giorno in cui vedremo Padre Rovo con la veste che gli appartiene, quella da sacerdote, semplice e coraggioso, come Dio lo ha voluto e chiamato.
Vi aspettiamo.
chiesadeipoveri@volontaricapitanoultimo.it

PROGETTO  NATALE 2017

Amico, costruiamo insieme il Natale 2017; tutti i giorni sulla strada accanto ai poveri  dal 1 gennaio al 25 dicembre: domenica dopo domenica , nella chiesa capanna , nelle aree laboratorio, sussurriamo  la nostra povera preghiera che crea   sopravvivenza di sostegno per le persone emarginate che vivono accanto a noi.   Insieme all’ asino, al falco e alla rosa canina , poveri tra i poveri, in un presepe permanente fatto di miseria e di emarginazione, ma ancora di più di speranza e di ricostruzione.

Matteo 23

Gesù condanna gli scribi e i farisei 

Allora Gesù parlò alla folla e ai suoi discepoli,  dicendo: «Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè.  Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno.  Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito.  Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli;  amano i primi posti nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe,  i saluti nelle piazze ed essere chiamati dalla gente: “Rabbì!”  Ma voi non vi fate chiamare “Rabbì”; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli.  Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.  Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore.  Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.  Così anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

IL MIRACOLO DI PADRE ROVO  

Oggi vi racconto un miracolo e la fine di un miracolo. 

Tre anni fa bussò alla porta della mia caserma, un giovane sacerdote che veniva dal nord. Mi chiese di essere accolto nella nostra piccola comunità poichè a seguito di “disguidi” con il suo Vescovo aveva sentito nel cuore e nella sua Vocazione, il dovere di servire gli umili sulla strada accanto alla casa famiglia del capitano ultimo. Non gli chiesi niente, non gli feci nessuna domanda , lo guardai negli occhi e  aprii la porta a chi aveva bussato. Da quel giorno il giovane sacerdote   divenne Padre “Rovo”.

Così giorno dopo giorno , per tre anni, lo abbiamo avuto accanto, l’ abbiamo visto preparare il lievito madre e infornare il pane del mendicante; l’ abbiamo visto insegnare ai detenuti ed ai volontari , l’ abbiamo visto cucinare il pasto alle persone con disagio sociale e psichico inviati dai Municipi del comune di Roma;

l’ abbiamo visto accompagnare a scuola i ragazzi della casa famiglia, l’ abbiamo visto servire ai tavoli accanto ai detenuti , ai carabinieri ed agli altri volontari,

l’ abbiamo visto aiutare i nostri fratelli diversamente abili, l’ abbiamo visto parlare di Gesù nella via Prenestina  portando la croce di Cristo nelle processioni di strada. L’ abbiamo visto nella piccola capanna celebrare la messa con parole semplici e con lo sguardo umile di chi Serve;

l’ abbiamo visto insieme a noi nel carcere minorile di Casal del Marmo e nel carcere minorile di Nisida, dare speranza e portare la parola di Gesù nei cuori dei giovani detenuti.

L’ abbiamo visto accogliere ed aiutare i migranti, i rifugiati dei centri di accoglienza .

Ci ha fatto vedere una preghiera di strada che avevamo nel cuore ma che non avevamo mai trovato nel mondo e abbiamo pregato con lui mischiando le lacrime con le goccie della pioggia, mischiando il nostro respiro al soffio del vento, in semplicità e povertà, insieme a chi non ha una casa e a chi non ha una famiglia.

E così insieme a lui , tante volte, abbiamo visto presenti, vivi,  Francesco di Assisi e Gesù di Nazaret.  Abbiamo visto che servire gli altri senza volere niente in cambio, donarsi con amore, è un modo di pregare, di essere Cristiani pur essendo peccatori.

Questo è stato il miracolo di Padre Rovo e lo porteremo sempre nel cuore.

Purtroppo il miracolo è finito.

Padre Rovo, come si dice in gergo tecnico si è “sospeso a divinis” o è stato costretto a sospendersi (il risultato è lo stesso). A noi non interessano i motivi, a noi non interessano le gerarchie e le regole quando diventano oppressione, quando calpestano i fiori e distruggono i sogni. Noi non giudichiamo. Noi sappiamo soltanto che ci mancherà molto quella dolce preghiera di strada che ci faceva vedere accanto Francesco di Assisi,  quella preghiera semplice e dolce che ci dava un po’ di pace e che ci faceva sentire fratelli in Cristo col sole o con la pioggia in pochi amici o in cento persone, nella strada o accanto al fuoco.

Noi guarderemo ancora le stelle nel cielo e le nostre lacrime si mischieranno alla  pioggia, e pregheremo ogni giorno perché Padre “Rovo” torni da noi con la sua Croce di Legno accanto ai più deboli.

Noi abbiamo perso un Fratello, la Chiesa ha perso un grande Sacerdote.

A noi non interessano  le regole e le gerarchie quando diventano oppressione, quando calpestano i fiori e distruggono i sogni. 

 ultimo

da: "Geoff Norman": "Ho letto con tristezza le notizie di Padre Rovo. 
Che peccato - per me - un pagano - Padre Rovo è un essere umano eccezionale -
 spero che trovi un posto dove le sue qualità saranno apprezzate. 
Cammina in bellezza, Padre Rovo, ovunque sia. Geoff Norman"